L’Uruguay sfida il mondo: marijuana libera

See on Scoop.itRomy Beat – Writer&Screenwriter

Il Paese sudamericano rompe il tabù proibizionista; cosa succede altrove e chi è contrario alla legge del Parlamento di Montevideo; il caso italiano

 

Ansa

L’Uruguay fa scuola con lo “spinello di Stato”. Il Paese sudamericano, tre milioni e mezzo di abitanti, è il primo ad aprire la strada alle droghe leggere: il Parlamento di Montevideo infatti ha legalizzato la produzione personale e la vendita di marijuana (il consumo era già depenalizzato da anni). Un decisione contrastata che il presidente José Mujica ha voluto portare fino in fondo per combattere il narcotraffico. Secondo l’Organo dell’Onu per il controllo degli stupefacenti però la legge viola la Convenzione sui narcotici del 1961.

COME FUNZIONA Dalla primavera 2014 la cannabis si potrà coltivare o comprare in farmacia. Ciascun cittadino o residente – il “turismo dell’erba” è quindi escluso – potrà far crescere fino a sei piantine in proprio oppure fino a novantanove in associazioni autorizzate. La marijuana potrà anche essere acquistata fino a un massimo di 40 grammi al mese. Lo Stato controllerà l’intera filiera, dal rilascio dei permessi all’indicazione del prezzo che potrebbe rimanere intorno al dollaro al grammo, tasse comprese, il 30-40% più basso rispetto al traffico illegale che il governo intende debellare.

CHI DICE NO Nonostante i festeggiamenti seguiti all’approvazione della legge, ci sarebbe un crescente malcontento popolare contro il processo di legalizzazione della marijuana. Secondo alcuni sondaggi del quotidiano La Opinión, in Uruguay la maggior parte dei cittadini, soprattutto in provincia, non sarebbe favorevole al provvedimento su cui comunque si deve pronunciare la Corte costituzionale. E l’Organo internazionale per il controllo degli stupefacenti ha ricordato che la Convenzione unica del 1961, sottoscritta anche dall’Uruguay, proibisce la produzione e fornitura di droga per scopi diversi da quelli medici.

COSA SUCCEDE NEGLI ALTRI PAESI L’Uruguay ha studiato casi ed esperienze simili in tutto il mondo, ma è riuscita a infrangere tutti i tabù. In Olanda, ad esempio, la vendita e il consumo di spinelli sono autorizzati dal 1976 soltanto nei coffee shop, mentre dal 2013 possono accedervi soltanto gli iscritti. Negli Stati Uniti, in Colorado e nello Stato di Washington, è permesso il consumo per uso ricreativo. Altrove, come in Spagna e in Italia, l’utilizzo di marijuana è depenalizzato a reato civile. In Oriente, in Cina, il commercio di droga invece è punito con la pena di morte; l’India al contrario è uno dei Paesi che non applica il divieto

IN ITALIA In seguito allo storico sì di Montevideo la battaglia anti-probizionista è tornata in auge anche in Italia con una proposta di legge analoga a quella approvata in Uruguay con cui Sinistra Ecologia e Libertà raccoglie l’eredità della battaglia radicale degli ultimi decenni. Secondo i deputati Daniele Farina e Giovanni Paglia la legalizzazione delle droghe leggere – produzione, distribuzione e vendita – potrebbe rappresentare “un introito di sole accise per l’erario di almeno quattro miliardi all’anno”, senza contare la lotta contro le mafie responsabili dei traffici illeciti.

 

 

 José Mujica ! … GRANDE UOMO ! … & … GRANDE PRESIDENTE ! … subito

Presidente delle Nazioni Unite ! 

 

SUBITO ! … chi è contro ! … è EVIDENTE

CHE … vuole

 

 continuare a … GUADAGNARE ! … coi

loro soci … I NARCOTRAFFICANTI ! …

forza mio presidente ! … Força !

 

 … NON MOLLARE ! … sei un PUNTO di

riferimento per  TUTTI NOI … che

…. CREDIAMO IN UN MONDO SENZA

più … POTERE OCCULTO ! … amen

Romy Beat Writer‘s insight:

Ansa

L’Uruguay fa scuola con lo "spinello di Stato". Il Paese sudamericano, tre milioni e mezzo di abitanti, è il primo ad aprire la strada alle droghe leggere: il Parlamento di Montevideo infatti ha legalizzato la produzione personale e la vendita di marijuana (il consumo era già depenalizzato da anni). Un decisione contrastata che il presidente José Mujica ha voluto portare fino in fondo per combattere il narcotraffico. Secondo l’Organo dell’Onu per il controllo degli stupefacenti però la legge viola la Convenzione sui narcotici del 1961.

COME FUNZIONA Dalla primavera 2014 la cannabis si potrà coltivare o comprare in farmacia. Ciascun cittadino o residente – il "turismo dell’erba" è quindi escluso – potrà far crescere fino a sei piantine in proprio oppure fino a novantanove in associazioni autorizzate. La marijuana potrà anche essere acquistata fino a un massimo di 40 grammi al mese. Lo Stato controllerà l’intera filiera, dal rilascio dei permessi all’indicazione del prezzo che potrebbe rimanere intorno al dollaro al grammo, tasse comprese, il 30-40% più basso rispetto al traffico illegale che il governo intende debellare.

CHI DICE NO Nonostante i festeggiamenti seguiti all’approvazione della legge, ci sarebbe un crescente malcontento popolare contro il processo di legalizzazione della marijuana. Secondo alcuni sondaggi del quotidiano La Opinión, in Uruguay la maggior parte dei cittadini, soprattutto in provincia, non sarebbe favorevole al provvedimento su cui comunque si deve pronunciare la Corte costituzionale. E l’Organo internazionale per il controllo degli stupefacenti ha ricordato che la Convenzione unica del 1961, sottoscritta anche dall’Uruguay, proibisce la produzione e fornitura di droga per scopi diversi da quelli medici.

COSA SUCCEDE NEGLI ALTRI PAESI L’Uruguay ha studiato casi ed esperienze simili in tutto il mondo, ma è riuscita a infrangere tutti i tabù. In Olanda, ad esempio, la vendita e il consumo di spinelli sono autorizzati dal 1976 soltanto nei coffee shop, mentre dal 2013 possono accedervi soltanto gli iscritti. Negli Stati Uniti, in Colorado e nello Stato di Washington, è permesso il consumo per uso ricreativo. Altrove, come in Spagna e in Italia, l’utilizzo di marijuana è depenalizzato a reato civile. In Oriente, in Cina, il commercio di droga invece è punito con la pena di morte; l’India al contrario è uno dei Paesi che non applica il divieto

IN ITALIA In seguito allo storico sì di Montevideo la battaglia anti-probizionista è tornata in auge anche in Italia con una proposta di legge analoga a quella approvata in Uruguay con cui Sinistra Ecologia e Libertà raccoglie l’eredità della battaglia radicale degli ultimi decenni. Secondo i deputati Daniele Farina e Giovanni Paglia la legalizzazione delle droghe leggere – produzione, distribuzione e vendita – potrebbe rappresentare "un introito di sole accise per l’erario di almeno quattro miliardi all’anno", senza contare la lotta contro le mafie responsabili dei traffici illeciti.

 

 

 José Mujica ! … GRANDE UOMO ! … & … GRANDE

 

 PRESIDENTE ! … subito Presidente delle Nazioni Unite ! 

 

… SUBITO ! … chi è contro ! … è EVIDENTE CHE … vuole

 

 continuare a … GUADAGNARE ! … coi loro soci … I

 

 NARCOTRAFFICANTI ! … forza mio presidente ! … Força !

 

 … NON MOLLARE ! … sei un PUNTO di riferimento per 

 

TUTTI NOI … che … CREDIAMO IN UN MONDO SENZA più .

POTERE OCCULTO ! … amen

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