Quanto ci costano i deputati?

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Quanto ci costano i deputati?. 106 milioni di euro fino a giugno e 18 milioni di euro da luglio a dicembre. Nonostante gli ostentati tagli, le cifre in uscita dalle casse di Montecitorio per tutto il 2012 continuano a essere esorbitanti.

Romy Beat Writer‘s insight:

 Quanto ci costano i deputati?

PRESTO !!! … TUTTO QUESTO CESSERA’ !!! … 

 

            S     I     C     U     R     O  !!! …

 

 La … " POVERA " … italia …

Io, cari signori, lo avevo già scritto … e … PENSATO … già da moltissimo tempo fa .
Scrivendo, tra l’altro, LA CRISI CICLICA :  http://romybeat.jimdo.com/2012/05/23/la-crisi-ciclica/  e
I POPOLI :   http://romybeat.jimdo.com/2012/04/08/i-popoli/

Continua su … https://romybeat.wordpress.com/2013/02/11/la-povera-italia/

PROGRAMMA POLITICO DI ROMY BEAT
https://romybeat.wordpress.com/programma-politico-di-romy-beat/  

 

 

106 milioni di euro fino a giugno e 18 milioni di euro da luglio a dicembre. Nonostante gli ostentati tagli, le cifre in uscita dalle casse di Montecitorio per tutto il 2012 continuano a essere esorbitanti. 124 milioni di euro (poco meno di 200 mila euro a deputato) esclusivamente per quelli che vengono considerati “lavori, servizi, forniture, consulenze e collaborazioni”. Spesso, infatti, ci si lamenta delle indennità e delle prebende dei parlamentari italiani, ma gli sprechi in questo caso vanno ben oltre le buste paga.

 

Tra le voci macroscopiche del bilancio interno della Camera spiccano le uscite per il materiale di cancelleria: per fogli, gomme, timbri, graffette e quant’altro lo scorso hanno i deputati hanno speso 665 mila euro. Anche con i toner delle stampanti non si scherza: 398 mila euro, di cui oltre 6 mila solo di spese di spedizione. Se la quota per le rilegature si è fermata “solamente” a 74 mila euro, i parlamentari si sono invece sbizzarriti in tipografia superando i 384 mila euro.

 

Se non si risparmia sulla carta e sulla comunicazione analogica, non si scherza neppure nel settore digitale. Nel complesso, i costi dei servizi informatici di Montecitorio nel 2012 hanno sfondato quota 15 milioni di euro. Solo di software sono stati investiti 4,8 milioni, un quarto di quanto si è speso in hardware (1,2 milioni). Tuttavia, la digitalizzazione avanzata non è riuscita far risparmiare i 6 milioni di euro messi a bilancio per la stampa degli atti parlamentari.

 

Superata la quota dei 3 milioni di euro anche per la composita voce “telefonia”. 2,7 milioni sono stati spesi per impianti, attrezzature e manutenzioni, ma anche le cifre per le comunicazioni mobile non sono irrisorie: la bolletta dei cellulari, infatti, ha superato i 400 mila euro.

 

Gli onorevoli, ovviamente, non disdegnano la buona cucina. L’anno scorso per i soli servizi di ristorazione Montecitorio ha sborsato 4,8 milioni di euro. Tanta carne, con quasi 17 mila euro di macelleria, ma non manca neppure la frutta: sono, infatti, più di 8 mila gli euro spesi per le arance fresche. Chissà quante spremute, tra una seduta e l’altra. Ma tra proteine e vitamine, i deputati sembrano non badare troppo alla linea, dato che alla voce dolciumi troviamo un’uscita di 22 mila euro. E per concludere, 107 mila euro di caffè.

 

Nella vita non si finisce mai di imparare. I membri della Camera sembrano aver fatto proprio questo modo di dire popolare tanto che, nell’era della globalizzazione, hanno pensato di potenziare la propria confidenza con le lingue straniere. Nel 2012, infatti, sono stati spesi 500 mila euro per i corsi di lingue: poco meno di mille euro a deputato. Notevoli anche i costi per le consulenze esterne che ammontano a 446 mila euro: al primo posto troviamo l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha incassato 136 mila euro, seguita dalla Sapienza (100 mila) e da Tor Vergata (96 mila).

 

I deputati tengono molto anche al decoro dell’istituzione che rappresentano. Lo scorso anno, aggregando le svariate voci di bilancio che riguardano opere edili e manutenzioni, se ne sono andati 11 milioni di euro. Poco più di 7 milioni e mezzo sono, invece, stati spesi per gli arredi e 1,7 milioni per i relativi lavori di trasporto e facchinaggio. Infine, le uscite per la pulizia ammontano a 3 milioni di euro.

 

 

Pare che i deputati siano parecchio sensibili ai cambiamenti di stagione. Nel 2012 sono, infatti, stati acquistati impianti di condizionamento e termoidraulici per circa un milione e mezzo di euro nel primo semestre e poco più di 900 mila euro da luglio a dicembre. Ma, in totale, per la voce “condizionamento” la Camera ha speso oltre 6 milioni di euro nell’interno anno solare.

 

Sebbene i tagli promossi a gran voce si siano concentrati specialmente sul settore delle locazioni, nel 2012 alla voce affitti possiamo ancora trovare un’uscita di poco inferiore ai 24,5 milioni di euro. Più contenute le spese per i trasporti: ai 95 mila euro per i carburanti ne vanno aggiunti, però, più di 100 mila per il “noleggio di automezzi”. Evidentemente le auto blu non sono state sufficienti.

 

 

 

ALTRO CHE … FARE QUESTO ! …

 

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